Macfrut 2026: Q&A su passato, presente e futuro dell'ortofrutta
Per me Macfrut non è solo una fiera, è un luogo simbolico. È lì che ho cominciato il mio percorso professionale nel settore ortofrutticolo, quando ancora si svolgeva a Cesena, ed è lì che Bizerba ha mosso alcuni dei primi passi in questo comparto. All’epoca già lavoravamo con grandi cooperative e clienti strutturati: parliamo di realtà che hanno costruito nel tempo l’ossatura dell’ortofrutta italiana.
Legare oggi Macfrut ai 160 anni di Bizerba significa raccontare una continuità industriale fatta di presenza costante, anche nei momenti in cui il settore ha investito meno e ha dovuto far durare le attrezzature oltre ogni previsione. In ortofrutta ci sono ancora macchine che lavorano da più di vent’anni: questo dice molto sulla resilienza del comparto, ma anche sulla responsabilità di chi, come noi, quelle macchine le ha progettate.
Essere a Macfrut oggi significa affermare chiaramente: ci siamo sempre stati e vogliamo continuare a esserci, rimettendo al centro l’innovazione e ridando fiducia ai player nazionali. È un modo concreto di celebrare i 160 anni: non con la nostalgia, ma con la presenza.
L’ortofrutta è un settore essenziale, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale e alimentare. Fa parte della dieta mediterranea, del benessere quotidiano. Allo stesso tempo è un comparto estremamente complesso: stagionale per natura, ma ormai operativo tutto l’anno grazie alla globalizzazione e alla logistica internazionale.
Questo crea una tensione continua tra flessibilità e continuità. Gli stabilimenti devono essere in grado di riconfigurare il layout produttivo più volte l’anno, adattando le linee in base ai prodotti, alle stagioni, alle lavorazioni. È una peculiarità tipica del settore ortofrutta.
A questo si aggiungono nuove lavorazioni: frutta trasformata, essiccata, ingredienti per altri prodotti. Tutto questo richiede affidabilità, sicurezza alimentare, controllo. Ma richiede anche una riflessione: forse è arrivato il momento di ridare valore al consumo dei prodotti di stagione, senza inseguire a tutti i costi la disponibilità continua di tutto. L’efficienza, oggi, passa anche da qui.
Perché l’ecosistema chiude il cerchio! In Bizerba siamo in grado di seguire uno strumento dalla nascita alla dismissione, senza delegare a terzi. Questo è il vero significato di continuità: sapere chi è responsabile del funzionamento di una linea per tutta la sua vita utile.
Il consumabile, che potrebbe sembrare un elemento esterno, in realtà diventa parte integrante del sistema. Non è solo una leva commerciale, ma un modo per garantire prestazioni costanti e affidabilità. Il cliente non si sente “legato”, si sente seguito. Io lo chiamo essere “coccolati”, ma a prezzi correnti e sostenibili, altrimenti diventa l’opposto.
Certo, in Italia il rapporto mono-fornitore fa ancora paura: è un tema culturale. Ma se guardiamo al valore complessivo – semplificazione, responsabilità chiara, continuità operativa – l’ecosistema è una risposta concreta a un mercato maturo.
Il software è l’unico vero strumento abilitatore della tracciabilità. Nel settore ortofrutticolo consente di seguire il prodotto dall’ingresso merce fino all’uscita, garantendo che una confezione sia riconducibile a un lotto, a un giorno, a un’ora precisa.
Il valore del nostro software sta nel fatto che raccoglie dati validati metrologicamente. Siamo magari una piccola parte dell’ecosistema digitale del cliente, ma raccogliamo informazioni “certe”, affidabili, certificate. Questo fa la differenza quando si parla di sicurezza alimentare e conformità.
Oggi possiamo dire di essere pronti: database criptati, connessioni sicure, applicazioni conformi agli standard internazionali. Non stiamo rincorrendo le normative, ci siamo arrivati con un percorso strutturato, costruito insieme alla casa madre. Questo ci permette di proporci non solo come produttori di macchine, ma come veri solution provider.
Per anni si è pensato che l’innovazione fosse andare sempre più veloce. Oggi il settore sta capendo che la vera efficienza è la continuità. Velocità eccessive portano fermi linea, errori, sprechi. Una linea che lavora in modo stabile, a velocità ragionevole, produce di più nel lungo periodo.
La riduzione del giveaway, il controllo accurato del peso, la prevenzione degli errori sono temi centrali. Lo spreco di prodotto non è più accettabile, né economicamente né eticamente. E qui entra in gioco il nostro DNA: pesare finemente, ad alta velocità quando serve, ma sempre con precisione e controllo.
Innovare oggi significa rimettere in discussione assunti dati per scontati. Meglio andare piano e arrivare lontano, con meno richiami, meno problemi, più qualità.
Il consumabile è l’elemento più volatile del sistema, ma anche quello che porta con sé più informazione. È ancora oggi il modo più semplice, economico e sicuro per trasferire dati, identità e tracciabilità di un prodotto.
Nel tempo ho capito che il consumabile richiede una specializzazione vera. Non può essere gestito come accessorio. Serve competenza, capacità di anticipare il mercato, affidabilità nella disponibilità. È una sfida continua, ma anche una grande opportunità.
Per Bizerba i consumabili rappresentano una leva di responsabilità: utilizzare materiali originali significa garantire il funzionamento della macchina, la qualità del risultato, la conformità del packaging e anche un percorso di sostenibilità più coerente. È un patto di fiducia con il cliente, che oggi vale più che mai.
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